KATANE

KATANE
La katana (?), italianizzato catana[1], è una spada giapponese corrispondente ad una scimitallao sciabola ma con impugnatura a due mani.
I giapponesi usano questa parola per indicare genericamente una spada, infatti il termine più corretto è uchigatana, il quale si riferisce nello specifico ad un'arma bianca a lama curva e a taglio singolo, di lunghezza superiore a 2 shaku (più di 60,6 centimetri), usata dai samurai .
Nonostante permettesse di stoccare efficacemente, la katana veniva usata principalmente per colpire con fendenti, impugnata principalmente a due mani; sebbene Musasci Miyamoto, ne il libro dei cinque anelli, raccomandasse la tecnica a due spade, che presupponeva l'impugnatura singola. Essa veniva portata alla cintura (obi) con il filo rivolto verso l'alto, in modo che potesse essere sguainata velocemente con abili movimenti e che in nessun modo il filo della lama potesse danneggiarsi nel tempo sfregando, a causa dell'attrito e della forza di gravità, contro l'interno del fodero.
L'arma era portata di solito dai membri della classe guerriera, insieme alla wakizashi, una seconda sciabola più corta (fra 1 e 2 shaku). La combinazione delle due era chiamata daisho e rappresentava il potere (o classe sociale) e l'onore dei samurai, i guerrieri che obbedivano al daimyo (feudatario). Più precisamente, la combinazione daishō era costituita fino al XVII secolo da tachi e tanto; solo in seguito, da katana e wakizashi.

La montatura (bukezukuri) della katana si compone di:
  • la guardia (tsuba), solitamente metallica, posta tra l'impugnatura e la lama per proteggere le mani;
  • il collare (habaki), solitamente metallico, situato tra l'elsa e la lama;
  • il collare (fuchi), solitamente metallico, situato tra l'impugnatura e l'elsa;
  • due spaziatori in metallo (seppa) che permettono un'ideale adesione dell'elsa all'impugnatura e ai collari, favorendo una graduale distribuzione della vibrazione dovuta agli urti subiti dalla lama.
  • l'impugnatura (tsuka) in legno è ricoperta di pelle di razza (same), rivestita con una fettuccia (tsukaito) di seta, cotone o pelle intrecciata, atta a migliorare la presa e ad assorbire il sudore. Il modo in cui l'impugnatura è avvolta dallo tsukaito è definito tsukamaki;
  • menuki, due piccole decorazioni in metallo inserite tra gli intrecci dello tsukaito, una da un lato e una dall'altro dello tsuka, che contribuiscono anche a facilitare la presa;
  • il fondello (tsukagashira), generalmente in metallo, situato all'estremità dell'impugnatura;
  • almeno un "mekugi": un piccolo piolo in legno conico per fissare la lama all'impugnatura, grazie ad un foro ("mekugi ana") praticato appositamente nel codolo della lama;
  • il fodero ('saya', 鞘) tradizionalmente realizzato in legno di magnolia ;
  • koiguchi e kojiri venivano applicati rispettivamente all'imboccatura del fodero e all'estremità opposta;
  • il sageo (下緒) una fettuccia di cotone che può essere di svariati colori e viene utilizzata per fissare il fodero alla cintura. Aveva in passato utilità come cordino multi uso o per finalità estetiche, veniva infatti annodato in diversi modi intorno al saya secondo la moda del periodo;
  • il kurikata è un anello, solitamente in corno, applicato al fodero a circa un palmo dal koiguchi che serve come passante per il sageo.

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